Dalla foce alla sorgente
Questo giorno, non un altro,
qualcosa ha deciso
l’andare, nuovamente.
Quest’andare,
il cercare dei ruscelli
un più ampio destino…
Ma neppure quest’acqua siamo.
Piuttosto il cedere della terra,
che nel consumarsi dei suoi vuoti
è lo scroscio di cascatelle,
poi il sogno nello specchio d’acqua.
Come argilla, che resiste soltanto
per abbozzare una forma in quello scorrere,
per offrire un Nome
ed il tempo del suo fiorire,
perchè si esaudisca,
così necessario e caro
nel cuore amico,
il ricordare.
Poi cede,
libera e lascia
ancora tutto scorrere,
nuovamente